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Architettura d’alta quota

Pubblicato da in Architettura ·
Se pensiamo alle montagne, ai rifugi, non ci può che venire in mente un edificio di dimensioni contenute in legno e pietra, con il caratteristico tetto a falde e piccole finestre.
In effetti questa immagine è corretta e la possiamo ritrovare su tutto l’arco alpino, se non più lontano. È la tipica architettura di montagna. Ma siamo così abituati a riconoscervi la figura del rifugio, che non ci siamo accorti che questa forma è rimasta invariata negli anni, mentre nelle città gli edifici crescevano sperimentando nuove forme e materiali.
Nell’ultimo decennio con il crescente interesse generale verso l’architettura e con la voglia di mettere alla prova le capacità costruttive e la tecnologia, ci si è chiesto perché non provare a progettare in luoghi e situazioni più estreme, come per esempio le vette delle montagne.
Ecco che sono state progettate strutture prefabbricate e scatole all’avanguardia che fossero in grado di soddisfare i bisogni richiesti dalla vita e dal clima ad alta quota, ma che nello stesso tempo si presentassero con un linguaggio contemporaneo ed innovativo. Sono sorte grazie anche alla possibilità di allestire un cantiere in luoghi inospitali trasportando materiali e gru con gli elicotteri.
Queste nuove strutture grandi come un hotel o piccole unità simili ad un container offrono ogni sorta di comfort a chi vuole soggiornare in cima al mondo, su una parete rocciosa o tra i ghiacciai: non resta che mettersi lo zaino in spalla!


Bivacco Gervasutti 2835 m.s.l.m. (anno 2012)


Bivacco Gervasutti 2835 m.s.l.m. (anno 2012)


Monte\nRosa Hutte 2883 m.s.l.m. (2010) 

Monte Rosa Hutte 2883 m.s.l.m. (2010) 


Monte Rosa Hutte 2883 m.s.l.m. (2010) 


Rifugio\nGoûter 3835 m.s.l.m (2012)


Rifugio Goûter 3835 m.s.l.m (2012)


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